Content Marketing: differenza tra B2C e B2B

Un'azienda che non realizzi la propria strategia di content marketing ad hoc, a seconda che operi in ambito business to business (B2B) o business to consumer (B2C) sta sprecando una grossa opportunità di avere successo. Parlare alle aziende o ai consumatori finali significa usare contenuti, linguaggi e forme completamente differenti.

Così, il content marketing B2B è profondamente diverso da quello B2C. Vediamo insieme perché.

In primis bisogna stabilire quali sono i goals della nostra strategia di content marketing. Rafforzare la brand awarness aziendale è senz'altro un obiettivo importante tanto nelle strategie di content marketing B2C che in quelle B2B, ma non è l'unico: un contenuto può anche essere pensato per generare contatti qualificati.

Basare una strategia di content marketing solo sulla brand awarness non è sufficiente. Bisogna stabilire un elenco delle priorità, ma soprattutto definire gli argomenti da utilizzare. Infatti, aziende e consumatori acquistano prodotti o servizi per ragioni spesso opposte.

Le società lo fanno per rispondere a bisogni specifici, principalmente di tre tipi:

  • Risparmiare tempo
  • Risparmiare denaro
  • Aumentare la propria redditività

Se il content marketing B2B punta su tre leve estremamente pratiche, quello B2C è di stampo più emozionale, a volte persino frivolo. Certo, anche i consumatori acquistano per necessità quando, ad esempio, devono sostituire un elettrodomestico che si è rotto, ma negli ultimi trent'anni si è assistito ad un incremento esponenziale degli acquisti guidati da leve emozionali.

Queste differenze sostanziali nelle ragioni che spingono consumatori e aziende ad un acquisto dovrebbero avere un ruolo centrale nell'elaborazione della strategia di content marketing di qualsiasi azienda.

Il B2B riguarda i rapporti fra aziende, quindi sia l'argomento che il tone of voice del nostro contenuto dovranno essere più tecnici e formali. In questo caso dovremo produrre contenuti informativi che, da un lato, rispondano a questi bisogni delle potenziali aziende clienti e dall'altro ci accreditino come leader di settore.

Se ci rivolgiamo direttamente al consumatore finale (content marketing B2C) avremo un obiettivo diverso: toccare le corde giuste per spingerlo ad acquistare i nostri prodotti o servizi. Per riuscirci dovremo realizzare contenuti emozionali in grado di ispirare i consumatori e di stimolare il loro desiderio di possedere quel determinato oggetto.

Contenuti che informano e contenuti che ispirano. Ma c'è una terza categoria da non sottovalutare e si tratta di quello che rispondono a delle domande specifiche (Yahoo Answers è forse l'esempio più celebre in Italia). Una strategia efficace non solo in ambito B2C ma anche in quello B2B perché, oltre a portare traffico verso il nostro sito risolvendo un problema pratico, possiamo puntare a realizzare contenuti che rispondono a specifiche query di ricerca e long tail keywords.

Definito target e argomento, è infine importante scegliere la forma dei propri contenuti. Qual è il metodo più efficace per veicolare i contenuti alla propria audience? Conoscere bene il proprio target è fondamentale per dosare al meglio contenuti social, articoli sul blog, newsletter, white papers, infografiche ecc.

Conosci il tuo pubblico e definisci quali sono i contenuti migliori per raggiungerlo e avrai realizzato una strategia di content marketing vincente.

 

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Topics: Blogging, Content marketing